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MUSEI - FONDAZIONI - GALLERIE
/ TICINO
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AUSSTELLUNGEN - EXPOSITIONS - EXHIBITIONS
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Museo Cantonale d'Arte / Lugano
Esposizione: 14.03–
14.06.2009
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Julius Bissier
Pittore del metafisico
Museo Cantonale d'Arte
Via Canova 10 -
6900 Lugano
T +4191 910 47 80 /
F +4191 910 47 89
Internet
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Il Museo Cantonale d’Arte a Lugano presenta una mostra monografica dedicata al pittore Julius Bissier (Freiburg im Breisgau 1893 - Ascona 1965), tappa finale di un importante progetto espositivo che ha visto coinvolti il Kunstmuseum Bochum (Germania) e il Museum Liner (Cantone Appenzello. Nella mostra emerge chiaramente come l’opera dell’artista tedesco abbia attraversato, in oltre 50 anni di attività, varie fasi formali, contraddistinte tuttavia da un tratto comune, una spiritualità in continua evoluzione, che ne ha profondamente segnato tutta la produzione artistica. Il Museo Cantonale d’Arte realizza, con questo appuntamento, un desiderio coltivato da tempo: una parte rilevante della sua Collezione, dedicata ad opere del XIX e XX secolo, è infatti focalizzata su artisti che abitarono e lavorarono in Ticino nel corso del Novecento. Tra questi spicca Julius Bissier che, dopo un primo soggiorno in Ticino nel 1957, visse ad Ascona dal 1961 fino alla morte. Nella raccolta del Museo Cantonale d'Arte i dipinti e le carte dell’artista tedesco, integrate all’interno del percorso espositivo luganese, costituiscono una componente importante della Collezione, in particolare per quanto riguarda l’identità artistica di un territorio al confine meridionale delle Alpi, fortemente influenzato dallo scambio culturale tra nord e sud. Il legame con la regione è ulteriormente rafforzato dalla presenza ad Ascona dell’Archivio Bissier, grazie al quale si è resa possibile questa iniziativa.
Julius Bissier appartiene ad una generazione di artisti la cui vita e, conseguentemente, le opere furono segnate da gravi eventi politici. Agli esordi della sua carriera artistica, pesavano ancora sulla giovane Repubblica di Weimar - in cui era nato – le conseguenze della prima guerra mondiale e della sanguinosa repressione della rivoluzione, mentre all’orizzonte si delineava già la fine della Repubblica per mano dei nazionalsocialisti. I drammi del primo conflitto mondiale condussero molti artisti a ricercare nell’arte valori eterni, recuperandone la dimensione metafisica, un atteggiamento che in Bissier si manifesta relativizzando il mezzo espressivo a favore dell’idea. Questo lo porta ad attraversare diverse fasi formali, periodi differenti accomunati dalla volontà artistica di integrare la dimensione spirituale nella realtà terrena, nella convinzione profonda che all’arte spetti il compito di rendere visibile l’indicibile.
Quella di Bissier è, in effetti, un’arte della sottrazione, che partendo da un’immagine enigmatica giunge a un simbolismo essenziale, un’arte filosofica in cui l’interesse per i mistici tedeschi, per le idee neoplatoniche e per le credenze orientali, insieme allo studio della calligrafia e della gestualità proprie della cultura e della vita orientali, possono essere interpretati come la ricerca di un senso esistenziale. Gli stimoli derivati dalla ricchezza espressiva delle civiltà arcaiche e delle tradizioni extraeuropee gli offrono temi, simboli e strumenti per superare i vincoli della figurazione legata alla tradizione che permea le sue prime opere e per giungere ad un linguaggio essenziale che assume, quale tema fondamentale della sua visione, la natura morta. Le caratteristiche pennellate calligrafiche di Bissier, che nella loro riduzione corrispondono all’estetica del Buddismo Zen, inaugurano una speciale forma contemplativa della percezione artistica. Con eccezionale lievità egli crea miniature a tempera e ad acquerello piene di gioia cromatica e di una vitalità serena che con la loro presenza, quasi musicale, rendono percepibile il silenzio. Oggetti quotidiani, simboli, segni e scritte si trasformano in geroglifici che sembrano alludere ad un altro mondo. Il fondo pittorico non riproduce illusionisticamente uno spazio empirico, ma lascia immaginare profondità impenetrabili, all’interno delle quali, attraverso la trasparenza e la fluidità degli oggetti terreni, l’occhio è esortato a guardare e non semplicemente a vedere.
La mostra è accompagnata dal catalogo Julius Bissier. Pittore del metafisico, Hatje Cantz, Ostfildern, 2008. Contributi di Reinhard Buskies, Hans Günter Golinski, Pedro Riz à Porta, Roland Scotti, Arnold
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Museo Cantonale d'Arte / Lugano
Esposizione: 03.04–
14.06.2009
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huber.huber
I cani non hanno anima
Museo Cantonale d'Arte
Via Canova 10 -
6900 Lugano
T +4191 910 47 80 /
F +4191 910 47 89
Internet
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Con la mostra della coppia di artisti huber.huber (1975) si inaugura al Museo Cantonale d’Arte un progetto espositivo che si estenderà sui prossimi anni e che vedrà alternarsi nell’Ala Est del museo artisti ticinesi e del resto della Svizzera appartenenti alle generazioni più giovani. L’obiettivo è quello di fornire al pubblico ticinese uno sguardo più ampio sulla scena artistica svizzera emergente e al contempo favorire gli scambi tra il Ticino e il resto del paese nell’ambito della produzione artistica contemporanea. Huber.huber (label dietro cui si celano i gemelli Markus e Reto Huber) si sono imposti all’attenzione sul palcoscenico della giovane arte svizzera per un lavoro multiforme che attraverso una varietà di linguaggi – collage, disegno, istallazioni – affronta tematiche di grande attualità nell’ambito di una riflessione sul rapporto tra natura e civiltà, tra scienza e linguaggio simbolico.
La mostra, a cura di Elio Schenini, propone una serie di opere recenti, in parte inedite. Queste opere, sia che si tratti di disegni che riprendono illustrazioni presenti in libri scientifici oppure collage fotografici o ancora rielaborazioni di elementi naturali, riescono a coinvolgerci in una serie di interrogativi che riguardano il destino dell’uomo e il suo rapporto con l’ambiente. In questa indagine sospesa tra leggerezza e ironia, i simboli e le immagini archetipiche diventano il campo all’interno del quale analizzare una dimensione psichica ancestrale non ancora addomesticata dalla scienza, nella quale avvertiamo però sempre l’inquieta tensione di una minaccia incombente.
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Museo Cantonale d'Arte / Lugano
Esposizione: 22.05–
16.08.2009
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Difesa della natura
Museo Cantonale d'Arte
Via Canova 10 -
6900 Lugano
T +4191 910 47 80 /
F +4191 910 47 89
Internet
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Joseph Beuys
Dalla serie "Difesa della Natura"
Materiali diversi
1978-1984
In concomitanza con basecamp09, il Festival della scienza organizzato dalla fondazione Science et Cité, che si terrà a Lugano dal 22 al 30 maggio, il Museo Cantonale d’Arte ospita al secondo piano una mostra dal titolo Difesa della natura. L’esposizione presenta una selezione di opere appartenenti alla collezione che testimoniano come la natura e, in modo particolare, la complessa e spesso difficile relazione tra l’uomo e l’ambiente naturale sia oggi un tema centrale nella riflessione di molti artisti contemporanei.
Franz Gertsch
"Gräser" Bagatelle III
Silografia su carta
Il titolo della mostra riprende quello utilizzato dall’artista tedesco Joseph Beuys per una serie di azioni da lui realizzate negli anni settanta e ottanta che vengono documentate nella sezione iniziale del percorso espositivo. La necessità di ripensare il rapporto uomo-natura che Beuys, attraverso il proprio impegno ecologico e sociale, ha contribuito a porre al centro della creazione artistica contemporanea, costituisce il filo conduttore attorno al quale si dispiegano le altre sezioni della mostra, dove sono esposte le opere di artisti che con modalità e linguaggi diversi hanno indirizzato il loro sguardo sulla natura. Uno sguardo che, oscillando tra bellezza e catastrofe, tra naturale e artificiale ci invita a riflettere sulle contraddizioni della nostra società e sulle minacce che incombono sul nostro futuro.
Teres Wydler
De cultura series
1996
Processo microbiologico su lastra di alluminio
Oltre a quelle di Beuys in mostra sono presenti opere di Franz Gertsch, Fischli & Weiss, Ugo Rondinone, Meg Webster, Serse Roma, Flavio Paolucci, Reto Rigassi, Alberto Flammer, Teres Wydler, Andrea Gabutti, Gian Paolo Minelli, Stefania Beretta, Lorenzo Cambin, Ivana Falconi, Martino Coppes, Donato Di Blasi, Paolo Mazzuchelli, Matteo Emery
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Museo civico di belle arti / Lugano
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La Collezione
Orario ma-do 10.00 - 12.00 / 14.00 - 18.00 lu chiuso
Museo civico di belle arti
Villa Ciani,
Parco Civico
- 6900 Lugano
Tel. +41 58 866 72 01 /
Fax +41 58 866 74 97
Internet
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Sorta come il primo istituto museale cantonale, la Collezione civica luganese vanta capolavori di differenti epoche: dal XIII fino al XX secolo. Accanto alle preziose tele seicentesche di Giovanni Serodine e di Pier Francesco Mola, e all'importante serie di dipinti settecenteschi di Giuseppe Antonio Petrini, trovano una loro collocazione alcune opere di maestri dell'Impressionismo e del Novecento quali Claude Monet, Henri Rousseau, Eugène Boudin, Edouard Vuillard, Henri Matisse, André Derain, Francesco Messina e numerosi altri.
"La Collezione", oltre che per la presenza di opere di indiscutibile valore, assume un ruolo determinante in quanto testimonia e documenta, con capolavori di Antonio Ciseri, Luigi Rossi, Filippo Franzoni, Adolfo Ferragutti-Visconti, Edoardo Berta, Filippo Boldini, Carlo Cotti, gli sviluppi dell'arte ticinese a partire dalla seconda metà dell'Ottocento fino alla prima metà del Novecento.
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Museo d'Arte Cittä di Lugano
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From 27 April to 17 August 2008, the Museo d’Arte, with the Museo Cantonale d’Arte of Lugano, will be presented an exhibition of international scope entitled Enigma Helvetia. Arti, riti e miti della Svizzera moderna dedicated to the complex relationship that, starting from the end of the Eighteenth Century and continuing until today, has characterized the artistic production, history, culture and imagination of that unique and singular laboratory that is Switzerland.
Orari : ma-ve 10.00 -12.00 / 14.00 - 18.00 sa-do 11.00 -18.00 (orario continuato) lu chiuso
Tel. 0041 (0)58 866 7201 - Fax. 0041 (0)58 866 7497
Internet
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Museo delle Culture / Lugano
Esposizione: 12 aprile - 18 maggio 2008
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Facce!
Museo delle Culture
Heleneum
Via Cortivo 24/28
6976 Lugano-Castagnola
Orari : ma 14.00 - 18.00 me-do 10.00 - 17.00 lu chiuso
Tel. +41 58 866 69 60 --
Fax +41 58 866 69 69
Internet
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L'esposizione "Facce!" è il terzo appuntamento del ciclo espositivo "Dèibambini", che nasce con il proposito di raccontare le esperienze che i bambini e i ragazzi di ogni età svolgono al Museo delle Culture di Lugano e che intende, al contempo, mettere a disposizione degli operatori pedagogici strumenti e riflessioni sulla didattica della museografia antropologica. Il progetto educativo, che ha avuto per tema le molteplicità espressive del volto e il suo configurarsi nell'articolato e misterioso universo della maschera, ha visto la partecipazione di sessantasette bambini di una classe di scuola dell'infanzia e di tre classi di scuola elementare di Lugano ed è stato realizzato grazie ad una stretta collaborazione tra il Museo delle Culture e l'Istituto scolastico comunale. Le linee generali del progetto e la sua pianificazione sono state discusse dalle due coordinatrici del progetto, Isabella Lenzo (responsabile delle attività educative del Dicastero Attività Culturali) e Silvia Paradela (artista e operatrice didattica), col direttore del Museo delle Culture, Francesco Paolo Campione, col direttore delle Scuole di Lugano, Sandro Lanzetti e con le docenti coinvolte, Orietta Bassi, Fiorella Bochud, Roberta Candeago ed Emanuela Realini.
Lo spunto del lavoro sono state le maschere africane e melanesiane esposte al Museo. Concepite, prima che come espressioni di "diversità", come volti ed espressioni del sé, le maschere hanno permesso di avvicinare concretamente il bambino al tema della persona e della personalità, introducendolo in modo giocoso alla complessità dei rapporti che intercorrono fra l'individuo e la società di cui fa parte. I bambini hanno poi approfondito il tema della maschera e del mascheramento dall'oggetto fisico, al mimetismo animale, dalle maschere rituali ai volti stereotipati della Commedia dell'arte, dai tatuaggi integrali dei Maori, agli imprevedibili esiti del mascheramento nella cultura occidentale
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Museo Villa dei Cedri / Bellinzona
Esposizione: dal 5 aprile al 28 giugno 2009
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ARTE & NATURA
Mostra a cura di Matteo Bianchi
Per le aperture, visitare il sito Internet del Museo
Museo Villa dei Cedri
Piazza San Biagio 9 - 6500 Bellinzona
T +41 91 8218520
Internet
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La relazione infinita di arte & natura ha suscitato nel tempo una varietà d’immagini d’intensa forza poetica. A dieci anni di distanza dall’affascinante Viaggio verso le Alpi e nel momento che richiede una speciale sensibilità per l’ambiente, il mondo dell’arte manda segnali positivi. L’itinerario di allora illustrava la scoperta della natura a partire da Caspar Wolf, dai romantici ai simbolisti, attraverso la lettura degli elementi del paesaggio.
La rassegna arte & natura, a cura di Matteo Bianchi, considera il rapporto singolare con la natura costruita dagli artisti chiamati a partecipare a questo nuovo viaggio che si configura fra la terra e il cielo, nello spazio del quadro, sui fogli di carta.
Le diverse interpretazioni del rapporto fra arte e natura producono una straordinaria varietà: ogni artista esprime la qualità del linguaggio e la sensibilità etica corrispondenti al carattere individuale del suo lavoro. Le opere sono legate al naturalismo informale, spinte alla soglia dell’astrazione, d’intensità lirica, fortemente espressive, finemente descrittive, di sintesi concettuale.
Gli artisti:
Camilla Adami, Geneviève Asse, Jean Bazaine, Michael Biberstein, Giuseppe Bolzani, Gianfredo Camesi, Massimo Cavalli, Hsiao Chin, Olivier Debré, Enrico Della Torre, Günther Förg, Alexandre Hollan, Bernhard Lüthi, Paolo Mazzuchelli, Piet Moget, Wilfrid Moser, Giulia Napoleone, Farhad Ostovani, Gérard de Palézieux, Ercan Richter, Stephan Spicher, Arpad Szenes, Pierre Tal Coat, Vieira da Silva, Petra Weiss.
Catalogo della mostra con testi di Matteo Bianchi, Yves Bonnefoy, Olivier Delavallade, Rosa Pierno e Jean Louis Schefer.
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Museo d'arte di Mendrisio / Mendrisio
Mostra: fino 17 haggio 2009 |
Il Municipio di Mendrisio ha il piacere di invitarla
all'inaugurazione della mostra
MOSSET
sabato 14 maggio alle 17 |
Museo d'arte di Mendrisio
Piazza San Giovanni - Mendrisio
Phone +41 91 646 76 49 /
Fax +41 91 646 56 75
Internet
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Il Museo d’arte di Mendrisio presenta nei suoi spazi, dal 14 marzo al 17 maggio 2009, una mostra personale di Olivier Mosset, artista svizzero contemporaneo di respiro internazionale la cui opera, ampiamente storicizzata, è stata finora poco esposta in area italiana.
La rassegna si inserisce in quell’indagine sul significato del fare pittura oggi già avviata dal Museo con l’esposizione dei lavori di Rolando Raggenbass nel 2002-2003, e approfondita in seguito, soprattutto per quanto concerne le problematiche legate a una certa astrazione, con la recente personale di Gregorio Pedroli (2008). Allargando su un contemporaneo più vasto, il Museo propone con Mosset il caposcuola di un astrattismo che, al di là di matrici locali o nazionali, si manifesta nella sua essenza come valore assoluto.
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