karakatsanis

Juan Nadal Canellas, ROMA Febbraio 2002
Addetto Culturale dell’Ambasciata Spagnola presso la Santa Sede e Atene.
SANTA CROCE IN FOSSABANDA. catalogue 4/2002 PISA
COMUNE DI MONTECATINI TERME 8/2002
‘Vassilis Karakatsanis’

SANTA CROCE IN FOSSABANDA, PISA • COMUNE DI MONTECATINI TERME • COMUNE PORTO VENERE 2002
Conosco Vassilis Karakatsanis fin dalla sua giovane età e così ho avuto il piacere di poterlo seguire nel suo cammino nel mondo dell’arte dal 1980 fino ad oggi.
In qualità di Addetto Culturale all’Ambasciata di Spagna nella città di Atene e Direttore della Fondazione Culturale Reina Sofia ho avuto l’occasione di conoscere la maggior parte degli artisti dell’arte figurativa greca contemporanea. Tra i giovani, suoi coetanei, ho riconosciuto lo speciale valore di Vassilis Karakatsannis caratterizzato da una «dinamica» ricerca figurativa.
La borsa di studio conferitagli dal Governo Spagnolo per continuare i suoi studi a Barcellona, credo abbia determinato un ampliamento dei suoi orizzonti artistici, delle sue fantasie e dei suoi stimoli culturali. Con il risultato di conseguire fin dall’età più giovane una formazione artistica completa, matura e particolarmente sensibile.
Nelle prime opere applica i primi insegnamenti assimilati nella sua formazione artistica che si orientano verso i criteri compositivi del cubismo e le scelte cromatiche del fauvismo.
Plasma il suo linguaggio personale evolutivamente attraverso l’uso della tecnica mista e gradualmente inizia ad incorporare sulla superficie pittorica l’oggetto tridimensionale. Dal 1985 in poi ritrae soprattutto unità tematiche, che attinge dalle sue esperienze personali e dall’osservazione del mondo familiare che lo circonda.
Capi di vestiario completo sono incorporati nei suoi quadri e abbinati a colori aggressivi, così che nel risultato finale emergono delle precise allusioni con chiaro contenuto figurativo. È chiaro che Vassilis Karakatsannis non è stimolato dal clima del neorealismo o del pop, come è anche chiaro che con questa materia (stoffe, vestiti ecc.) ha un rapporto personale di vita vissuta.
Sistema spesso le sue composizioni secondo un concetto teatrale ed eleva l’oggetto quotidiano a elemento strutturale delle sue opere. Usa la netta e ricca scala cromatica ricreando interi elementi del suo ambiente reale e vissuto in opera figurativa e indagando con sensibilità i limiti tra realtà e illusione. Dal 2000 con la serie «Platia Vathis» (Piazza Vathis), si ha la semplificazione dei «mezzi dei procedimenti figurativi» in cui con grande maestria Vassilis Karakatsanis evita il facile slittamento verso una sottoletteratura figurativa con elementi melodrammatici o con un evidente accento di critico sociale. La scrittura è abbastanza astratta, singolarmente matura e composta, ma anche «eccentrica» nel caso sia necessario. Con la partecipazione dell’uomo che si emoziona, ma anche con il distacco dell’osservatore a distanza, Vassilis Karakatsannis scopre le pieghe nascoste di questa zona degradata, coinvolgendo lo spettatore in una attenta visione.
La forza dell’arte supera qui con grazia gli eventuali limiti della prosaica realtà, trasformando questi luoghi abietti e decadenti in uno scenario magico e speciale. Mi fa piacere che le sue ultime opere siano presenti in questa mostra.

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