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TESTIMONIANZA PER SVETLIN RUSSEV
In quali termini il pittore bulgaro si pone in relazione con la realtà? Dall'esito linguistico prima e da quello contenutistico poi, è indubbio un approccio a dir poco emotivamente sofferto e quindi con un quasi totale rifiuto di ogni visione lirica del mondo.
Interessa il dramma, quello individuale e sociale, quello che la nostra epoca è riuscita a moltiplicare, facendo addirittura leva sull'istinto ferino dell'uomo e ponendo in discussione i valori etici, anche i più consolidati nel tiempo.
Dunque Russev registra con lucida determinazione il gettito continuo di complessità propria del novecento ed attraverso un linguaggio transreale propone al lettore pagine di intensa commozione e di passionale partecipazione.
E' estraneo al suo spirito ogni prospettiva positivista, intensa come dominio razionale della storia, sicchè i suoi personaggi scarnificati sono eletti a simbolo di un andamento a dir poco caotico degli eventi, di qui la sofferenza, il dolore, le cicatrici che si abbatono con veemenza sui volti, con un evidente scopo di scuotere le coscienze.
Ovviamente in chiave linguistica, nonostante la fedeltà dell'autore ad una pittura figurativa, esistono richiami alla poetica informale, quasi che la struttura primaria dell'opera sia materica e non figurale.
Anzi la figura sembra essere in balia della forza della materia, a tal punto che regredisce in alcune opere sino alla condizione di larve umane; sembra che i suoi personaggi siano fuoriusciti da campi di concentramento, dopo aver perso ogni connotazione umana.
La citta'moderna prefigurata da Russev non è però abitata soltanto da uomini sottoposti ad un tragico processo disumanizzante. Esiste infatti una serie de dipinti sui tema del nudo femminile, ove la potencialità della carne è massima e
quindi l'opulenza persino plastica delle
forme diventa una condizione mentale e
profetica dell'artista, che vorrebbe in
questo modo supporre positivamente il
futuro.
E' la dialettica del fare e disfare propria dei
maestri, che mai si limitano alla sola
registrazione del presente, entro cui
riescono a porre in essere un germe di
ottimismo.
Comunque, sia nel momento di esaltazione
della carne, come anche - è ovvio - in
quello di annientamento della dignità
stessa della persona, i personaggi di
Svetlin Russev sono avvolti da un'atmosfera ermetica, di incomuni-cabilità: è
questa la crisi maggiore che rende tesa al
massimo la sua pittura, nervosa e severa,
ricca di proposte segniche in grado, queste
ultime di suggerire i misteriosi labirinti
dell'io, nonchè gli itinerari propri di una
società - come detto - alienata dal valori
etici.
C'è poi la testimonianza del colore con
una potenzialità espressionista invidiabile.
I rossi, i neri, i blu scuri si abbattono con
deliberazione sulle tele, modificandosi
nella timbricità al reciproco arto e creando casuali richiami alla produzione Leo
informe, propria di chi abbia come
parametro filosofico l'evoluzionismo
darwiniano.
Leo Strozzieri |
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